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sabato 9 gennaio 2010

SOLE DIMENTICATO

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Soffice come.
Non la completo
questa similitudine.
Non ha più senso oggi
ma scrivo lo stesso.

Delirio? Arrangiati.
Funziona così ora:
o ci si risveglia da soli
o si continua a vivere nei sogni:
ma tutto è invertito
e si fa sesso con l'abitudine
sognando che non esista
la sofferenza e la morte.

Chi vuol saltare
non salta,
perché salta solo
chi sta saltando.

Son frasi lontane
che non s'afferrano,
la mia vita è felice
e scontenta assieme,
e si è dimenticato
il cuore.

Il vuoto mi annulla
e dentro reclama
oggetti da metter sotto la macina.
Ed il grano rimane nei campi
che nessuno lo miete.

So chi sono
ma non so il mio nome,
o forse so il mio nome
ma non so chi sono...
Ma ha importanza?

Per questo mi siedo
sul giorno che scorre
con le domande che mi scivolano,
lacrimando,
nel pozzo.
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Dedico questa poesia ai ricercatori di tutto il mondo, a chi sa di esserlo ed a chi ancora deve scoprirlo ma lo sente nel suo animo, al motivo che ci spinge tutti a cercare il nuovo ed il cambiamento, che ci spinge a lottare contro la falsità.
Che possiamo sempre tenere vive le nostre domande e mai lasciarle scomparire dai nostri animi pensando che troppe domande fanno male, e non portano da nessuna parte.
Che possiamo sempre stare in piedi e mai sederci sul giorno, sconfitti dai dubbi e diventando già morti prima del tempo, ciondolando nell'abitudine.
Che possiamo svegliarci dal doppio tranello che giace nei nostri paesi, che ci sprona a svegliarci da un mondo in cui l'anima vive in sogni e desideri di verità, libertà, felicità e ci invita ad entrare nel sistema consumistico dove il realizzarsi di questi sogni diventa utopia mentre la realtà disillusa sovrasta il tutto.
Che possiamo uscire da questo inganno e trovare la felicità dove risiede autentica da sempre, lontano dai compromessi di una vita vissuta accontentandosi di una gioia falsa e fugace.
Che possiamo vivere senza il timore della sofferenza e della morte ma con la consapevolezza che esistono, che possiamo sconfiggere questa paura e vivere liberi, perché stiamo tutti invece fuggendo. Accettiamo il compromesso di questa vita che ha l'ombra di una prigione e profuma di ipocrisia perché ci porta lontano da noi stessi, dalle nostre domande e da questa realtà innegabile che affianca all'amore ed alla bellezza la morte e la sofferenza.
Che possiamo ritornare ai campi a mietere il vero grano, da mettere sotto le macine e fare finalmente del pane di cui sfamarci.

mercoledì 30 dicembre 2009

SAINT MICHEL

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Non mi ricordo quando ma ero un bimbo
che imparavo dell'esistenza delle maree,
delle strade che venivano sommerse
e che poi riemergevano in tempo di bassa.

Ed in quella foto un monte in Francia
che poi rivissi per caso anni dopo, cercando
tra le pagine di un sito i posti più belli
del mondo, meraviglie da proteggere.

Ed ancora più tardi quando volli partir
per un viaggio romantico presi il monte
come possibile meta ma sfumò tutto
poi per la capitale e la sua torre di ferro.

Era da qualche tempo che lo sfondo
su cui lavoro ospitava la sua immagine,
piena di luci, di notte, mi diceva perché
non vieni? I tuoi amici stanno partendo.

Oggi non credo più al caso ormai, era
destino io credo e ne scriverò ancora,
gli eventi han giocato imprevisti per me
sicché oggi io aspetto, bimbo, il viaggio.
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lunedì 28 dicembre 2009

PIOGGE DI COMMOZIONE

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Piumone di spugna
peluche nel caldo
fuori neve inverno
nidi di luci nel buio.

Notte e stelle lassù
come se fosse estate
non c'è stagione nel cielo
solo piogge di commozione.
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giovedì 24 dicembre 2009

IMPRESSIONISMO E DEPRESSIONE

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Illusioni di luci e scuri
altalene rosso sangue,
un cane divora famelico
l'unico pasto dei sette.

Testa o croce, scegli.
Come nero o bianco
pezzi di una scacchiera,
monocromo scolorato.

Vuoi dire basta a quel
rumore martellante,
l'orologio rotto sul muro
e l'eco tetro dal pozzo.
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mercoledì 23 dicembre 2009

SOTTOMARINO

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Un groviglio di rovi.
Io aspetto che il passato
bussi alla mia porta
sapendo che gliela sbatterei
in faccia, risentito.

Attendo, come in un sogno
senza svegliarmi,
incapace di intendere
e di volere, muovendomi
a caso sulle onde del mare.

Senza controllo la mia barca
prosegue cercando un vento
che non c'è più, ciò che voglio
è illusione e nessuno lo sa meglio di me,
voglio e respingo da solo un profumo
che solo lui sa donarmi la vita.
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venerdì 18 dicembre 2009

18 DICEMBRE

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Volano i giorni.
E le ore saettano.
Il tempo non esiste
ma lo vedo correre.

Le punte già
son bianche.
Azzurri e grigi:
nudi e scomposti
questi muri
di valle.

E si respira già
il fuoco che scoppietta,
l'aria fredda sulle guance
il calore del riunirsi,
finalmente,
spensierati forse:
il regalo più grande
anche se solo per qualche istante.
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mercoledì 16 dicembre 2009

DIRIGE LA BARCA TRA I FLUTTI

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Il mio dubbio
tra il cuore e la mente,
al bivio lo scoglio
nel mio cammino.

Eppure non è scoglio
e non è bivio,
dietro al velo
è solo un altro passo.

La Mano Svela
e Vela precisa
dirigendo la barca
veloce tra i flutti.
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martedì 15 dicembre 2009

NELLA PACE DI UNA STELLA

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Mi fermo per seguirti
e piango per fermarmi
e mi svuoto per piangere.

Mai ho pianto
consapevole
di trovare
energia.

Poi vuoto riprendo
a combattere un dolore;
un limite ben oltre
ad un muro ben spesso
che mi sembra irraggiungibile.

Devo piangere
per stare in piedi,
devo piangere
per non cadere.

Poi il soffio mi avvolge,
basta un contatto
che tutto ritorna
a come s'era mostrato
fin dall'inizio:
nella pace di una stella.
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martedì 17 novembre 2009

PARLO CON L'OGGI DAL IERI

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Prima dell'alba,
parlo con l'oggi
dal ieri nell'istante
fuso tra i due
continenti.

Il sole splende
sempre su questo
universo.
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venerdì 13 novembre 2009

QUEL SORRISO

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Il tempo passa ma il fuoco
è ancora acceso, brucia
ancora la nobile fiamma
come se fosse l'altro ieri.

Il sole è sorto mille volte
dopo di quel giorno di luce...
...eppure è come se nulla
fosse accaduto in quei mille.

Hai dato vita ad un sole
che non si riesce più a spegnere;
l'intensità della mia gioia
ed anche la mia condanna.
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domenica 8 novembre 2009

ESSENZE

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Essenze, esistenze.
Uomini e le loro vite
le loro storie, esperienze
lacrime affetti paure
e gioie mondi, si,
piccoli mondi che s'incontrano
in un intreccio di vite a specchio
in cerchio, piccole luci
come stelle sul cielo di notte
mondi vicini e della stessa luce
Essenze di luce
Universi.

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venerdì 6 novembre 2009

RESPIRO

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Mi concedo a te,
aria di cristallo,
con un espiro
non più trattenuto.

Il dolce esalare
del crisantemo
respira l'eterno.

Soffia il vento
di melodie
come l'acqua
e mi abbandono.

Aria sorella
di Caronte,
ponte elisio.
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domenica 25 ottobre 2009

AD OCCHI CHIUSI

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Sampai e poi mi affido
al mantra, mi sciaquo
e poi silenzio, ritorno
presente a me stesso
una freccia al centro.

Recupero l'equilibrio
con le mani che vibrano
divento energia fuoco
fuso di prana, presenza
e potere su me stesso.

Non vedo il mio volto
solo perchè qui dentro
non c'è uno specchio,
affilato mi tempro
guerriero pescatore.

Seduto in riva al mare
di me stesso getto
la lenza e sorrido,
amo pescare paziente
presente nel gesto.
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mercoledì 14 ottobre 2009

SHAKER DI PENSIERI

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Soffice come.
Delirio? Arrangiati.
Della sinusoide
l'astro sta lassù
e da qui danze,
poi sudore, lavora
e canta, vivi dannazione
e non rompere.

Canta più forte
non ti sento.
Marasma.
Carezze come.
E poi...
chissà, forse
ci sarà un sogno
una pausa dalla vita
come la pausa caffè.

Scendo da qui,
e mi trovo.
Il riposo è finito
ed ora cominciano
quei quindici minuti
di vita.

Trasforma.
Rivoluzione bandiere
guerra e cannoni.
Chi?
Perchè?
Un lampo di luce
un motivo una risposta
poi vuoto...
devo riempire.
Prendo un secchio
e cerco:
ha importanza cosa?

...forse e vivo nel dubbio,
mezzo ieri e mezzo domani
divisi uniti da un punto.
Ed oggi mi muovo
verso il punto.
Punto.

Poi musica...
e tutto sfuma di nuovo.
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lunedì 12 ottobre 2009

NEL CIELO DI QUESTO MONDO

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Sono una nuvola in questo mondo
di occhi socchiusi e di respiri,
nello spazio tra una memoria
ed una lacrima, l'attimo che non c'è più.

Il mondo scorre sotto di me
così i miei anni che non m'accorgo,
con il vento che tutto passa e và
in un ciel che resta...
...luce,
sereno.
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lunedì 28 settembre 2009

SEMPLICEMENTE COSI'

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Ogni momento è diverso
per sorridere, aromi
diversi per gli infiniti
gusti di una vita curiosa.

L'originalità, un fiore
ed una stella, due battute,
due occhi che mi guardano
bagnati, un abbraccio.

Una bancarella d'autunno
al sole e due passi vissuti,
un profumo d'incenso e poi
disperso in mille ricordi,
nostalgia forse, forse amore
secco, sotto ancora fresco.

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giovedì 24 settembre 2009

I SUONI DELLE PAROLE

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Feligùti, ra sciapàlla zi filamùti,
je nongìbuti hàlla tikìroman ai sa iera.
Egni ia ieràna dàle màti na sìranàua.

Aua ràiu sinu uruueni, mat, cilipignègo:
suluemànq àdenay et rìtsiti ràcinaràua.

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Questa l'ho scritta un anno fà, ma non ho mai avuto il corraggio di postarla sul blog, perchè pensavo sareste venuti a prendermi di corsa, pensandomi gravemente malato. Tuttavia, benchè non abbia il minimo dubbio che qualche rotella mi manchi, ho deciso di parteciparvela, anche perchè sono lontano abbastanza che penso mi lascerete in pace per sta volta.

Lo scrivere poesie, sempre che possa permettermi di parlare in merito, è particolarlmente entusiasmante. Sono talmente tante le particolarità su cui si può giocare nel vero senso della parola che è un mondo infinito ed inesplorato.

For sure.

Stando a contatto con persone che parlano un'altra lingua a volte mi perdo nei suoni delle parole, e spesso i suoni, che contraggono un significato, assumono una bellezza loro propria che va oltre al senso che portano, e che non saprei esprimere se non con una poesia.
Mi accorgo di contrazioni linguistiche, di frasi dette veloci, che assumono una sonorità propria e particolare, e mi sembra incredibile che talvolta dalla mia voce escano suoni che probabilmente riascoltandomi a posteriori non capirei nemmeno io. Mi è successo sul serio questa cosa, e sono rimasto sconvolto.
Il suono stesso delle parole, delle lettere, delle vocali, è qualcosa di prezioso, è un giardino per chi vuole accostarsi e guardare, perchè passa sempre per scontato e banale, ricco invece di fiori e colori, talmente vasto e vario in cui ci si potrebbe perdere. Ho tentato di riportare alcuni suoni che appartengono alla mia fantasia, e li ho combinati in modo da sembrare una lingua, così che ognuno di voi, se vorrete rileggere con più attenzione, possa capire cosa intendo per interessanti sonorità che hanno una loro bellezza al di là del messaggio che potrebbero contenere. Tuttavia ho donato loro, nell'evocarle dai luoghi strani della mia mente, anche un pezzetto delle mie emozioni che al tempo mi albergavano, e che non trovando talvolta parole adatte per esprimerle, ho comunque deciso di non trattenerle, ho aperto la mano e le ho lasciate andare dove volevano, cercando i miei suoni, lettere concatenate che ritenevo adatte all'occasione, come un pittore potrebbe cercare tra i colori e le forme di immagini astratte un linguaggio suo proprio nel quale celare alcuni frammenti della sua anima.

lunedì 31 agosto 2009

VIBRA IL MIO CORPO DI FOLGORE

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Vibra il mio corpo di folgore
nell'immobilità di un istante,
chino il capo e piango emozioni,
forse non meritavo l'investitura.

Oggi ho conosciuto la meraviglia
di una mente che tutta si spegne,
è vuoto sublime come quand'ella
mi guardò di luce la prima volta.
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giovedì 27 agosto 2009

NEL SILENZIO


Breve pendio verso il mare,

poi sabbia, qualche gabbiano.
Così mi scendo verso la pace,
madre terra dei senza pensieri.

Spengo luci nelle mie stanze
e scendo lento tutti i piani,
non trattenere ne la dimora
ne il cielo stellato d'estate.

Ecco, lento arriva il tempo
per l'abbandono totale.
Ma tu sii sempre presente,
desta tra i suoni e i profumi.

lunedì 17 agosto 2009

ESSENZA RIEMERGE

Nel girarsi del sole
cristalli preziosi staccati
dagli anelli vecchi
cadono e si perdono
tra i viali impolverati.

Rimangono buche profonde
nell'asfalto dopo gli inverni
che il tempo e la terra
forse riempiranno,
o che forse rimarranno là
ad ingrandirsi e scavare
nell'anima fino alla radice.

E cade verso terra
ciò che s'è appeso dopo
del giorno primo, specchia
il paesaggio brullo l'essenza
che lenta riemerge.