giovedì 28 agosto 2008

A PROPOSITO DI RELIGIONE, DOGMI E CHIESA

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Non capisco come mai al giorno d'oggi vi siano così tante persone che gettano fango sulla chiesa e sulle istituzioni religiose, sembra quasi una gara a chi riesce meglio a mettere in cattiva luce il mondo cristiano cattolico. Ovvio che i difetti e le contraddizioni esistono ovunque, ma sembra che quelle della chiesa siano sempre e costantemente sotto i riflettori, mentre gli aiuti, le missioni, le fatiche per fare del bene, ossia quelle opere "buone", quelle che si potrebbero, anzi si devono salvare, non vengono menzionate da nessuno in nessun posto o spazio, ciò che è bene è sempre naturale, ovvio, comune, inosservato. Si tende in questo modo a vedere i cristiani e la chiesa in generale solo in base alle notizie che passano in televisione, sui giornali, che sono solitamente gli scandali, gli errori, le notizie brutte che screditano l'autorevolezza, l'idea finale del lettore è pessima e perde il rispetto nell'intera istituzione.

Ad aggiungersi come conseguenza probabile a questa introduzione, e concausa nella perdita di valori e di fede, si è instaurata una mentalità, soprattutto tra i giovani, che chi è credente passa per lo sprovveduto di turno, quello che si fa prendere in giro, che crede a qualsiasi fandonia, il religioso ha assunto l'immagine di colui che non è critico, che non sa pensare autonomamente, è l'ingenuo che continua a sostenere un movimento inutile, assurdo, guasto e corrotto. Se vai in chiesa la domenica ti si accolla l'etichetta del pirla, rischi di diventare un vero e proprio caprio espiatorio che deve sopportare la sofferenza inevitabile della solitudine, dell'esclusione dal gruppo di amici, dell'essere lo zimbello di turno, chi è religioso è il credulone ingenuo, e come tale viene preso in giro, e come si sa più che bene gli amici degli zimbelli diventano subito ottimi bersagli di cattive espressioni.

Si cresce in questo clima, hai paura di dire che sei religioso perchè hai paura che gli altri cambino il loro atteggiamento nei tuoi confronti. Occorre arrivare ad una certa maturità per liberarsi da questi timori. Non tutti però sono capaci di riesaminare i propri pensieri e ad essere talmente umili con se stessi al punto da sotterrare l'orgoglio ed a cambiare fieri la propria bandiera, anzi, direi che è molto più facile, che più avanti una persona va con gli anni, criticando la religione e la chiesa, più questi sentimenti si radicano nell'animo ed più è difficile liberarsene.

C'è da dire inoltre che in questa avversione non si riesce spesso a distinguere l'istituzione dalla morale, il dogma dal valore, la religione dalle persone che la seguono. Spesso chi svilisce, chi misconosce, chi rifiuta e respinge la chiesa come istituzione fa questo anche con molti valori che essa rappresenta, valori oggi mentalmente connessi con il mondo canonico, strettamente collegati con la morale cristiana. Ma occorre allora ricordare che questi principi non sono ovviamente di proprietà di nessuno, occorre ricordare allora che sono molte le religioni che si accomunano per una morale simile di rispetto e convivenza, sono quei valori così importanti per vivere serenamente ed in pace con tutti che sarebbe meglio non svilire e conservare con cura, che sarebbe meglio non confondere con un'istituzione qualora venga voglia di criticarla o di separarsene filosoficamente.

Mi dispiace molto, quindi, apprendere come tanti attaccano la chiesa senza informarsi prima sulla vastità di elementi che stanno criticando, senza fare delle distinzioni e dividere i concetti dogma-valore, istituzione-morale, senza dire cosa è marcio e da gettare proponendo invece cosa occorre salvare, sento tante critiche distruttive fini solo a loro stesse o a far sprofondare sotto terra la voglia di avvicinarsi alla religione di chi è ancora influenzabile, occorre informarsi sempre, a maggior ragione sul movimento cristiano per l'importanza sociale e umana che riveste, prima di lapidare un pensiero, una filosofia, un'istituzione od una singola persona.
Forse queste persone hanno bisogno di un caprio espiatorio facile che non reagisca allo sfogo di una condizione di stress, che non si ribelli per tutte le ingiurie ingiuste che gli piombano addosso, forse queste persone sono troppo stanche per informarsi o non consapevoli dell'importanza enorme di avere delle notizie vere, perchè è sulla base delle notizie che ci si fa un parere, ci si costruisce un'idea.

Le testate giornalistiche purtroppo, o i giornali radio o televisivi, sono difficilmente integrabili da notizie vere, se non a spese di ore faticose di ricerca delle stesse sulla rete, ore che spesso mancano nelle vite già troppo piene di impegni di ognuno di noi. Allo stesso modo peserei sui piatti di una bilancia il peso con cui occorre stare attenti a non cadere nella trappola della malainformazione politica per poter capire e votare una persona competente e professionale, rappresentativa del volere del popolo, il peso con cui occorre prestare attenzione alla malainformazione religiosa, per non cadere nella trappola di avere un facile caprio espiatorio, di perdere velocemente la morale e di screditare un movimento che tutt'oggi riesce, sebbene nel silenzio, ad aiutare moltissime persone nei modi più svariati.


Ricordo inoltre che la sottile astuta linea usata spesso da libri di testo o giornali per manipolare il giudizio delle persone non è il dare una notizia falsa, perchè sarebbe forse troppo palese e soprattutto un reato, a parte che oggi l'informazione non ha più alcun ritegno tanto che sono i politici stessi che fanno pubblicare addirittura notizie false, ma questo è un capitolo a parte che mi piacerebbe discutere con voi con calma in un'altro post, ma è, per riprendere il discorso, il pubblicare o il non pubblicare le notizie vere, secondo un metodo di discernimento volto ad ottenere un fine prefissato, come il convincere di una tesi piuttosto che di un'altra. Nascondere degli eventi per dare più credito ad altri ed argomentare una tesi in modo più convincente.

Non riesco quindi a colpevolizzare qualcuno per questa situazione, ma posso dire che, secondo la mia opinione, se cominciassimo a distinguere i concetti quando ci esprimiamo e facciamo delle critiche, se cominciassimo a tentare di rendere le critiche costruttive, volte a migliorare le cose non a screditare e basta, allora la situazione potrebbe cambiare sul serio, e molti ne guadagnerebbero nella libertà di esprimersi.

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