sabato 29 novembre 2008

DISINFORMAZIONE E RETE

Lessi un libro qualche anno fa, 1984 di Orwell.
Io non le leggo molti di libri, forse proprio per questo quei pochi che sfoglio me li ricordo. Diciamo che 1984 è il genitore del grande fratello, del controllo delle masse tramite la disinformazione.
Dove è finita l'informazione?
E' scomparsa nel business.
Da quando l'informazione è diventata un bene comprabile e scambiabile si è perso parecchio. Gli economisti filosofeggiano sul marketing e sulla necessità di essere informati per sopravvivere, per fare le scelte giuste.
E i politici dall'altro lato remano contro, o come si suol dire, imparano molto in fretta a sfruttare la cosa per il solo loro vantaggio.

Immaginatevi di dover fare una gara di velocità.
Puoi vincerla o perchè tu hai una macchina più veloce, o perchè semplicemente l'avversario non ha la macchina o perchè ha comperato una delle tue macchine difettose.
Beh, così funziona.
Le notizie vere si nascondono e si seminano notizie false.
Cosa vincono?
Il potere dei vecchi re medievali, fare tutto ciò che vogliono impoverendo la gente.

I pessimisti credono fermamente che l'informazione sulla televisione e sui giornali è morta. Se vuoi essere informato devi cercarti le notizie sulla rete.

E' vero.

In Italia è finita l'epoca che basta guardare un telegiornale o leggere un quotidiano per farsi un'idea di come vanno le cose. Gli psicologi hanno fatto bene il loro lavoro. Ed è stato un lavoro di fine.
Perchè è stato messo in pratica un controllo dell'opinione pubblica, o meglio il controllo di quella fetta disposta a mangiare e bere notizie dalle solite fonti, controlli le fonti ed il gioco è fatto.
Ora solo leggendo quotidiani e guardando notiziari ti fai l'idea che qualcun'altro vuole che tu abbia.
E questo qualcun'altro le aveva le informazioni giuste, sapeva dal principio la tua reazione in base alle informazioni che era intento a darti.

Ma il futuro non si ferma.
Non si può fermare lo scorrere del tempo.
E siamo destinati ad usare la rete sempre di più.
E la rete è libera e non controllabile.

I nostri politici hanno paura della rete.
Ne sono prove le leggi che vengono proposte in parlamento ma soprattutto la disinformazione che circola riguardo ad internet.
Si ignora completamente il fenomeno.

Qui in Canada mi ha colpito quante notizie sui quotidiani vi siano riguardanti la rete, quel blog ha pubblicato questo, quell'altro dice così, i politici vogliono tassare chi guadagna oltre un tot limite tramite ebay, la polizia ha trovato il colpevole tramite i contatti che la ragazza violentata aveva su facebook...
Insomma, la rete esiste, è visibile.
Se non sai che esiste ne vieni a contatto.

In Italia se non sai che esiste e non hai amici che usano la rete non ne verrai mai in contatto, ne saprai mai la sua esistenza, la sua importanza in un clima di disinformazione come il nostro.

Costa fatica cercarsi le informazioni, ma non ne possiamo fare a meno.
Se non ti informi per pigrizia appoggi gli scopi che si raggiungono con la disinformazione, appoggi i condannati che abbiamo in parlamento, appoggi i processi che passano inosservati e che non dovrebbero per utilità pubblica, per esempio nella scelta di un candidato, appoggi chi vive delle malefatte che tu non sai, perchè in realtà se non sai spesso è perchè non vuoi sapere, e da zimbello ignorante diventi complice di un criminale.